domenica, dicembre 21, 2008

domenica, novembre 02, 2008

Photo of the year 2008

Dagli esperti è considerato "L'Oscar della fotografia naturalistica" e solo quest'anno vi hanno partecipato oltre 3000 fotografi di 82 paesi diversi. A vincere la quarantaquattresima edizione del "Wildlife Photographer of the Year 2008" la prestigiosa rassegna fotografica organizzata ogni anno a Londra dal "Natural History Museum" e dal "Bbc Wildlife Magazine" è stata un'immagine scattata dal fotografo italiano Simone Maffioletti per il “National Pigraphic”. In questo scatto, che ha prevalso sulle altre 32.349 foto presentate alla rassegna, si ammira un "porco in gabbia" che passeggia tristemente. Le striature sulla sua pelle, dei veri e propri giochi d'ombra creati dalla luce del sole che attraversa le assi del suo recinto, fanno pensare ad un animale in prigione, striato come le linee nere orizzontali sugli abiti dei carcerati. Secondo quanto riporta il sito del "Natural History Museum" di Londra, dove da venerdi è stata allestita una mostra nella quale si possono vedere le immagini premiate, il fotografo italiano ha passato circa 10 minuti del suo tempo, forse qualcosa in meno, per immortalare questo splendido animale nella sola posa capace di donargli qualcosa di drammatico ed eterno. "In quest'affascinante scatto" dichiara il giudice "vi è tutto: il dramma della libertà perduta, il mistero della parte oscura che c'è in ognuno di noi", il profilo di un porco in gabbia che raramente riesce ad essere fotografato e infine la stupenda composizione". Come non essere d'accordo?
Di seguito altri splendidi, memorabili scatti del grande fotografo durante una dura rivolta (sfociata nel sangue) in una non ben precisata località montana da parte alcuni tizi infoiati.

Sopra il momento esatto del lancio del rametto nella valle.
Centinaia di feriti.

The tourist - Prima parte: Aachen

lunedì, luglio 14, 2008

lunedì, luglio 07, 2008

Dal Canada con furore...

Immaginate i peanuts...in versione nera e ipercinica. Bellissimo!

mercoledì, luglio 02, 2008

Bianchi cavalli selvaggi

THE RIP
PORTISHEAD
THIRD (miglior album del 2008?)

As she walks in the room

Scented and tall
Hesitating once more
And as I take on myself
And the bitterness I felt

I realise that love flows

Wild, white horses
They will take me away
And the tenderness I feel
Will send the dark underneath
Will I follow?

Through the glory of life
I will scatter on the floor
Disappointed and sore
And in my thoughts I have bled
For the riddles I've b
een fed
Another lie moves over

domenica, giugno 15, 2008

Safari Food + Kartell = ?

Dunque questo è l'ultimo corto che io e il mio socio abbiamo realizzato per la manifestazione "Tutto Food" di Fiera Milano, all'interno del concorso Movieco 2008. Incredibilmente non abbiamo vinto un cazzo. Guardandolo capirete perchè dico incredibilmente. E' un capolavoro non pensate?? In compenso ci siamo molto divertiti a costruire con le nostre mani un pezzo di formaggio coi buchi, una stecca di cioccolato e una simpatica pizza, tutti in formato gigante così da diventare abbastanza grottesco e inverosimile come piace tanto a noi due. Eh si...le cose reali non ci attraggono molto...dopo tutto anche io sono fatto di scotch e cannucce. Ma questa è un'altra storia...



Questo invece è un poco più serio, più istituzionale diciamo. Lo abbiamo realizzato sempre noi due (perchè siamo una coppia) per la Kartell. Il video ci è stato commissionato dal Museo di Design della Triennale di Milano. Infatti gli oggetti che vedete sono esposti nel labirintico Museo della Kartell di Noviglio Milanese. Per non perderci abbiamo seguito i punti rossi...

martedì, giugno 03, 2008

venerdì, maggio 30, 2008

E S A R I N T U L O M D P C F B V H G J Q Z Y X K W

E' possibile, mi chiedo, vivere la propria vita intensamente, assaporando ogni singolo istante dell'esistenza, approfittando di ogni occasione, di ogni conoscenza, senza rimorsi, rimpianti, rimanendo sè stessi, coerenti con le proprie scelte precedenti? E' possibile questo, mi chiedo, vivendo in città, lavorando in ufficio davanti al computer per 9/10 ore al giorno, in un'epoca di enorme asocialità, indifferenza e cinismo? Jean-Dominique Bauby, ne Lo scafandro e la farfalla dice: "...le occasioni che non ho voluto cogliere, gli istanti di felicità che ho lasciato volare via...ero cieco e sordo o mi serviva necessariamente la luce di un'infermità per vedere la mia vera natura..." Ma non viviamo già forse in un pesantissimo scafandro che ci paralizza? E se fosse uscito dalla sua malattia, miracolosamente, Bauby sarebbe stato capace di fare tesoro della sua disgrazia passata per vivere meglio la sua vita? Inizialmente forse si, ma poi? Si sarebbe scontrato a poco a poco con l'apatia degli altri e con una parolina, che a pronunciarla sembra piccola piccola, ma in realtà è un macigno: routine. E allora che devo fare? Trasformarmi in un piccolo hippie, diventare naive e dire al mondo che la vita va vissuta, che dobbiamo tutti svegliarci da questa esistenza di sonnambuli e riscoprire altri valori, più importanti ed essenziali? Ma come si fa? Io non so farlo. A volte poi mi chiudo in me e tutti questi bei discorsi colano a picco nel dimenticatoio tra noia e pigrizia. Perchè proprio io dovrei iniziare a fare il primo passo? Sto tanto bene da solo. Certi film mi fanno male, altri malissimo. Voglio andare al mare e vedere solo una distesa di acqua, scogli e fichi. Voglio mangiare un fico appena colto dall'albero. Voglio dormire su un'amaca nel mio giardino di casa ad un passo dalla spiaggia. Voglio vedere case bianchissime. Voglio vederti sorridere tutto il tempo.

giovedì, maggio 15, 2008

Scatolotti

Come ogni giorno, anche stamattina mi alzo, faccio colazione, mi vesto e faccio zig zag tra le auto con la mia bici psichedelica. Mentre sono dietro ad un pulman blu, mi si affianca il signore degli orologi: un tipetto magro magro, barba sfatta di qualche giorno, sui 50 mal tenuti, cappello da pescatore, sdentato. Scatolotti. Sono tutti scatolotti questi qua. Lo guardo, spengo l'ipod. Guarda qui quanti scatolotti. Non si riesce nemmeno a passare con la bici. Ehm si, è proprio vero. Sono meglio le nostre bici. Scatta il verde. Il bus blu parte e noi, con lentezza, ci muoviamo insieme verso il centro. Il signore degli orologi mi si affianca. Mi ha preso in simpatia presumo. Invece di spender soldi per gli scatolotti, preferisco comprarmi un bell'orologio come questo. Non si sente nemmeno quando fa tic tac. Per ascoltare il suo cuoricino battere, devi appoggiarci l'orecchio e poi lo senti. Bello. Non per vantarmi ma direi che posso fregiarmi della nomina di collezionista di orologi. Ah si? Quanti ne hai? Circa 200, tutti con la loro confezione. Pensa che una volta un signore mi ha detto che collezionava orologi ma poi quando gli ho chiesto quanti ne aveva mi ha risposto 15. Ti sembra un collezionista? No no. Direi di no. Ecco. Ma quanto hai speso per tutti sti orologi? Circa mezzo miliardo. Caspita! Con quei soldi facevi meglio a comprarti uno scatolotto allora. Lui ride di gusto mostrandomi gli spazi tra i pochi denti rimasti. Ahahahahah!! Simpatico! Simpatico! In piazza pontida le nostre strade si dividono. Buon viaggio!! Anche a te! Vai con dios! lo sento dire prima di vederlo infilarsi in una stradina laterale. E' così stamattina che ho conosciuto il signore degli orologi.

sabato, aprile 26, 2008

Così vicini, così lontani

Separati da piccolissime distanze sulla terra
ed infiniti spazi di cielo,
non potremo mai sfiorarci.
A meno che uno di noi due non cada sull´altro.
Allora invecchiamo chinandoci poco a poco
nella speranza folle che forse un giorno...

mercoledì, aprile 16, 2008

Storie

Ho parole da scrivere e storie da raccontare.
Mi si affollano nella testa ogni giorno mentre in bici
percorro il quarto d´ora di strada che mi separa dall´ufficio.
Ma invece di sgorgare allegre sui tasti di questo pc,
si impigliano tra le strette trame del tempo che non ho per sedermi qui
a raccontarvele.
Storie brevi, brevissime. Ma che richiedono concentrazione e luciditá.
Quella che ora purtroppo non possiedo.
Accontentatevi per il momento di queste immagine rubate a Genova.
Le storie arriveranno.

giovedì, aprile 03, 2008

mercoledì, aprile 02, 2008

Lento risveglio

Ho lasciato che la barca prendesse un pó il largo da sola
per vedere fino a che punto poteva spingersi.
Con il pilota automatico.
Ora mi é tornata la voglia di riprendere in mano i remi.
Di guardare la bussola e scrutare l´orizzonte.

Vediamo un pó dove si puó arrivare.